Vendo coscienza.
Cari drughi, oggi ho deciso di vendere la mia coscienza. In un Paese come il nostro (almeno per come è diventato) non serve più una cosa del genere.
Proprio oggi, vedendo l'intervista realizzata a Genchi (l'intercettatore tanto temuto da Silvio) trasmessa su youtube da Grillo, ho capito che non c'è speranza per noi fin quando non faremo piazza pulita (termine che ho cercato di evitare sempre) dei nostri signori e padroni.
Nessun telegiornale l'ha riportata. Nessun quotidiano la riporterà....ed è il video più visto nelle ultime 24 ore su youtube.
L'unica cosa che posso fare è quella di condividere testo e video con voi, sperando che domani qualcosa di nuovo accada.
Questa è un'intervista che non si può commentare.
Beppe Grillo.Intervista a Gioacchino Genchi:"Io
svolgo l'attività di consulente tecnico per conto dell'autorità
giudiziaria da oltre vent'anni, lavoro nato quasi per caso quando con
l'avvento del nuovo codice di procedura penale è stata inserita questa
figura, come da articoli 359 e 360 che danno al Pubblico Ministero la
possibilità di avvalersi di tecnici con qualunque professionalità
allorquando devono compiere delle attività importanti. Mi spiace che
Martelli se lo sia dimenticato, Cossiga me lo abbia ricordato, proprio
il nuovo codice di procedura penale che ha promulgato il presidente
Cossiga inserisce questa figura che è una figura moderna. Che è nelle
giurisdizioni più civili ed avanzate, mentre prima il Pubblico
Ministero era limitato, e doveva per accertamenti particolari avvalersi
solo della Polizia giudiziaria, il nuovo codice ha previsto queste
figure.
Per cui per l'accertamento della verità, nel processo
penale, accertamento della verità significa anche a favore
dell'indagato o dell'imputato,
il Pubblico Ministero non ha limiti nella scelta delle professionalità di cui si deve avvalere. Io ho fatto questa attività all'interno del Dipartimento della Pubblica sicurezza.
Abbiamo
svolto importanti attività con Arnaldo La Barbera, con Giovanni Falcone
poi sulle stragi. Quando si è reso necessario realizzare un contributo
esterno per il Pubblico Ministero, contenuto forse scevro da influenze
del potere esecutivo, mi riferisco a indagini su colletti bianchi,
magistrati, su eccellenti personalità della politica, il Pubblico
Ministero ha preferito evitare che organi della politica e del potere
esecutivo potessero incidere in quelle che erano le scelte della
pubblica amministrazione presso la quale i vari soggetti operavano.
Nel
fare questo ho fatto una scelta deontologica, cioè di rinunciare alla
carriera, allo stipendio, per dedicare tutto il mio lavoro al servizio
della magistratura. Questa scelta, anziché essere apprezzata è stata
utilizzata dai miei detrattori che fino a ieri mi hanno attaccato in
parlamento, al contrario.
Il ministro Brunetta non poteva non
riferire che la concessione dell'aspettativa non retribuita che io
avevo chiesto era perfettamente regolare, è stata vagliati da vari
organi dello Stato, dal Ministero dell'Interno, dal Ministero della
Funzione pubblica e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri di
Berlusconi, la stessa che mi ha attaccato in maniera così violenta e
così assurda dicendo le fandonie che hanno fatto ridere gli italiani
perché tutto questo can can che si muove nei miei confronti, questo
pericolo nazionale, cioè u
na persona che da vent'anni lavora con i giudici e i Pubblici Ministeri nei processi di mafia, di stragi, di omicidi, di mafia e politica più importanti che si sono celebrati in Italia, rappresenta un pericolo.
Forse
per loro! Per tutti quelli che mi hanno attaccato perché poi la cosa
simpatica (è chiaro che ora sto zitto, non posso parlare sono legato al
segreto) ma mi scompiscio dalle risate perché
tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da
Farina a Luca
Fazzo a Lionello
Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa
Ruotolo,
sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando. Questo è l'assurdo!
Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da
Rutelli a
Martelli,
Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che
comunque sono entrate nell'ottica della mia attività. Martelli nei
computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di
Saladino usciva dalle
intercettazioni di Saladino,
Mastella
per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che
hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha
fatto il comunicato, cose da ridere! Tra l'altro questi non hanno
nemmeno la decenza di far apparire un'altra persona.
No,
compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno
titolo nell'indagine. Questo è assurdo. Io continuo a ridere perché il
popolo italiano che vede questo grande intercettatore, che avrebbe
intercettato tutti gli italiani, ma che cosa andavo ad intercettare
agli italiani? Per farmi sentire dire che non riescono ad arrivare alla
fine del mese? Per sentir dire che i figli hanno perso il posto di
lavoro o che sono disoccupati? Che c'è una crisi economica? Ma perché
mai dovrei andare ad intercettare gli italiani? Ma quali sono questi
italiani che hanno paura di Gioacchino Genchi?
Quelli che
hanno paura di Gioacchino Genchi sono quelli che hanno la coscienza
sporca, e quelli che hanno la coscienza sporca sono quelli che mi hanno
attaccato. E con questo attacco hanno dimostrato di valere i sospetti
che io avevo su di loro. Anzi, più di quelli di cui io stesso mi ero
accorto, perché devo essere sincero, probabilmente io avevo
sottovalutato il ruolo di Rutelli nell'inchiesta Why not.
Rutelli
ha dimostrato probabilmente di avere il carbone bagnato e per questo si
è comportato come si è comportato. Quando ci sarà la resa della verità
chiariremo quali erano i rapporti di Rutelli con Saladino, quali erano
i rapporti del senatore Mastella, il ruolo di suo figlio, chi
utilizzava i telefoni della Camera dei Deputati... chiariremo tutto!
Dalla prima all'ultima cosa.
Questa è un'ulteriore scusa perché loro dovevano abolire le intercettazioni, dovevano togliere ai magistrati la possibilità di svolgere delle intercettazioni
considerati i risultati che c'erano stati,
Vallettopoli, Saccà, la Rai eccetera, la procura di Roma immediatamente
senza problemi però apre il procedimento nei confronti del dottor
Genchi su cui non ha nessuna competenza a indagare, perché la procura
di Roma c'entra come i cavoli a merenda. C'entra perché l'
ex procuratore generale di Catanzaro ormai fortunatamente ex,
ha utilizzato questi tabulati come la foglia di fico per coprire tutte le sue malefatte
e poi le ha utilizzate come paracadute per non utilizzarle a Catanzaro,
dove probabilmente il nuovo procuratore generale avrebbe immediatamente
mandato a Salerno.
Perché i
n quei tabulati c'è la prova della loro responsabilità penale.
Non della mia. Quindi, non li manda a Salerno che era competente, non
li manda al procuratore della Repubblica di Catanzaro che avrebbe
potuto conoscere quei tabulati e quello che c'era, non li manda al
procuratore della Repubblica di Palermo dove io ho svolto tutta la mia
attività ma li manda a Roma che non c'entra niente.
Quindi si
va a paracadutare questi tabulati sbagliando l'atterraggio perché in
una procura che non ci azzecca nulla. Perché tra l'altro in quei
tabulati c'erano delle inquisizioni che riguardavano magistrati della
procura della Repubblica di Roma! Su cui stavamo indagando.
Ora la procura di Roma indaga su di me e sui magistrati della procura della Repubblica di Roma.
Si è ripetuto lo scenario che accadde tra Salerno e Catanzaro e si è
ripetuto lo scenario che era già accaduto tra Milano e Brescia
all'epoca delle indagini su Di Pietro. Con la sola differenza che
all'epoca si chiamava Gico l'organo che fece quelle attività, adesso si
chiamano Ros, ma sostanzialmente non è cambiato nulla.
In
ultima analisi dico che io sono comunque fiducioso nella giustizia.
Hanno cercato di mettermi tutti contro, hanno cercato di dire ad
esempio, nel momento in cui c'era un rapporto di collaborazione con la
procura di Milano anche fra De Magistris e la procura di Milano,
un'amicizia personale fra De Magistris e Spataro, che siano stati
acquisiti i tabulati di Spataro. Assurdo! Non è mai esistita un'ipotesi
del genere. Nemmeno per idea! Come si fa a togliere a De Magistris
l'appoggio della magistratura associata? Diciamo che ha preso i
tabulati di Spataro. Come si fa a mettere il Csm contro De Magistris?
Diciamo che ha preso i tabulati di Mancino.
Adesso i Ros
dicono che nei tabulati che io ho preso ci sono, non so quante utenze
del Consiglio superiore della magistratura. Non abbiamo acquisito
tabulati del Csm, sono i signori magistrati di cui abbiamo acquisito
alcuni tabulati, quelli sì, tra cui alcuni della procura nazionale
antimafia ben precisi, due, solo due, che hanno contatti col Csm.
Ha
inquisito il Quirinale! Ma quando mai? Se però qualcuno del Quirinale
ha chiamato o è stato chiamato dai soggetti di cui ci siamo occupati
validamente, bisogna vedere chi dal Quirinale chi ha avuto contatti con
queste persone, ma io non ho acquisito i tabulati del Quirinale. A
parte che se fosse stato fatto sarebbe stata attività assolutamente
legittima perché, sia chiaro,
le indagini in Italia non si possono fare soltanto nei confronti dei tossici e magari che siano pure extracomunitari, oppure quelli che sbarcano a Lampedusa nei confronti dei quali è possibile fare di tutto, compresa la creazione dei lager.
La
legge è uguale per tutti. Tutti siamo sottoposti alla legge! Perché sia
chiaro. Questo lo devono capire. Nel momento in cui a questi signori li
si osa sfiorare solo da lontano, con la punta di una piuma, questi
signori si ribellano e distruggono le persone che hanno solo il
coraggio di fare il proprio lavoro.
Gli italiani questo l'hanno capito. E hanno capito che
questo dottor Genchi di cui hanno detto tutte le cose peggiori di
questo mondo... e io adesso pubblicherò tutti i miei lavori, dal primo
sino all'ultimo pubblicherò tutte le sentenze della Corte di
Cassazione, delle Corti d'Appello, delle Corti di Assise, dei tribunali
che hanno inflitto centinaia e centinaia di anni di carcere col mio
lavoro.
Ma le sentenze di cui io sono più orgoglioso non sono le sentenze di
condanna, ma sono le sentenze di assoluzione! Sono quelle persone
ingiustamente accusate anche per lavori fatti dal Ros che sono state
assolte grazie al mio lavoro e che rischiavano l'ergastolo! E che erano
in carcere. Persone che erano in carcere perché avevano pure sbagliato
l'intestatario di una scheda telefonica. E adesso questi signori
vengono ad accusare me di avere fatto lo stesso lavoro che loro... ma
non esiste completamente!
Tutte queste fandonie e la serie di stupidaggini che sono state
perpetrate addirittura in un organismo che è il Copasir! Che si deve
occupare dei servizi di vigilanza sulla sicurezza, non sui consulenti e
sui magistrati che svolgono la loro attività sui servizi di sicurezza!
Noi abbiamo trovato delle
collusioni di appartenenti ai servizi di sicurezza, con delle imprese che lavorano per i servizi di sicurezza,
che lavorano nel campo delle intercettazioni, che costruiscono caserme
con appalti dati a trattativa privata per milioni di euro, noi stavamo
lavorando su quello! Stavamo lavorando su quello e ci hanno bloccato
perché avevano le mani in pasta tutti loro! Questa è la verità.
Questa
è la verità e adesso mi hanno pure dato l'opportunità di dirla perché
essendo indagato io non sono più legato al segreto perché mi devo
difendere! Mi devo difendere con una procura che non ci azzecca nulla
con la competenza, la procura di Roma, mi difenderò alla procura di
Roma.
Però sicuramente la verità verrà a galla! E non ci
vogliono né archivi né dati perché sono tre o quattro cose molto
semplici. Le intercettazioni di Saladino utili saranno una decina,
quando fu intercettato prima che De Magistris iniziasse le indagini, ma
sono chiarissime! E l
'attacco che viene fatto nei miei
confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo
identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di
via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo
Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi
dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba,
le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai
allora la trovo adesso!
Ancora nessuno ha detto che io sono folle. Anzi, sarò pericoloso,
terribile ma che sono folle non l'ha detto nessuno. Bene allora quello
che io dico non è la parola di un folle perché io dimostrerò tutte
queste cose.
E
questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A
cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché
queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del
malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a
sapere cosa è stata."